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BUILDINGS PROJECTS
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CASA CRESCINI

Progetto di un edificio singolo di civile abitazione in Classe A completando urbanisticamente la tessitura urbana della zona occupando il lotto rimasto libero.
Planimetricamente la casa è realizzata su piani sfalsati di circa mt. 1.70 al fine di seguire l’andamento del terreno ed armonizzare l’edificio con lo stesso; organizzata su un piano interrato e due fuori terra: al piano interrato sono ubicati i locali di servizio, cantina, garage, lavanderia, c.t.; al piano terra sono posti la cucina, il pranzo-soggiorno, un bagno di servizio mentre al piano mezzanino la zona notte con le camere ed i bagni, dal piano mezzanino si accede ad una soffitta posizionata sopra l’ingresso.
La forma architettonica scaturita tende ad integrarsi con l’originario andamento del terreno consolidando visivamente la presenza della strada comunale quale elemento ordinatore del territorio assieme ai muri di confine.
MARMI COLOMBARE - Uffici

La sistemazione esterna degli uffici dei Marmi Colombare nasce dall'esigenza di rinnovare la propria immagine. Si è cercato di "ripulire" la facciata dalle superfetazioni, valorizzando la scala esistente e realizzando un nuovo rivestimento in serizzo antigorio per uniformare i volumi.
A completamento del tutto è stata realizzata tutta la nuova illuminazione esterna degli uffici.
Casa ZAMPIERI-CAVAIONI

L’area di incidenza del progetto insiste sul fondo di una cava di antica realizzazione, in località denominata “Sengia” dal nome del materiale lapideo escavato.
L'impianto volumetrico dell'edificio trae spunto in parte proprio dall'idea di "cava", intesa come assemblaggio dei volumi caratteristici che si trovano nella stessa:
  • il fianco laterale del fronte di cava con la sua pendenza naturale è assimilabile al corpo principale dell'edificio a falda unica, allineata virtualmente alla pendenza del terreno;
  • i blocchi di marmo scavati con la loro forma di parallelepipedo sono rappresentati dai due elementi aggregati al corpo principale dell’edificio, uno volumetricamente chiuso l'altro aperto;
Si riveste l’elemento chiuso posto sul fianco ovest dell’edificio con la scorza esterna di scarto dei tagli del blocco, detta in gergo “pelon”;  tale rivestimento è caratterizzato da una tessitura con incisioni verticali del "fioretto", che consentirà di mantenere il collegamento anche emotivo  con l’idea di un di blocco di marmo ancora giacente sul piano di cava e di continuare a testimoniare la storiografia e la destinazione originaria del sito stesso.
A tal fine verrà utilizzata la "sengia", ossia lo stesso materiale che si estraeva in quel luogo.
La struttura del tetto, disposto su una unica falda, nasce anche come allineamento del tetto, ordinato secondo la livelletta del terreno esistente, stendendola ipoteticamente sulla pendenza naturale del terreno;
L’edifico è posto in zona limitrofa ad una zona coltivata a viti ed olivi, il tetto ad una falda è un richiamo alla tipologia degli annessi rustici peculiari della zona.
Planimetricamente la casa è realizzata su tre piani di cui la parte a sud con il piano interrato completamente visibile al fine di seguire l’andamento del terreno ed armonizzare l’edificio con lo stesso; organizzata su un piano interrato e due fuori terra: al piano interrato sono ubicati i locali di servizio, cantina, garage, c.t.; al piano terra sono posti la zona giorno ed una camera mentre al piano primo è posta la rimanente zona notte.
Casa AMBROSI

Planimetricamente la casa è realizzata su tre piani di cui la parte a valle con il piano interrato completamente visibile al fine di seguire l’andamento del terreno ed armonizzare l’edificio con lo stesso; organizzata su un piano interrato e due fuori terra: al piano interrato sono ubicati i locali di servizio, cantina, garage, c.t.; al piano terra sono posti la zona giorno mentre al piano primo è posta la zona notte.
Come accesso al lotto sarà utilizzato l’accesso esistente a nord del lotto stesso stesso.
La forma architettonica scaturita tende ad integrarsi con l’originario andamento del terreno consolidando visivamente la presenza della marogna di sostegno del terreno quale elemento ordinatore del territorio.
Altro elemento influente nello sviluppo della forma è la panoramicità del luogo, per cui tutte le zone a giorno sono orientate a est verso valle con superfici finestrate ed aperte sugli terrazzi esterni, tali da garantire fruizione diretta interno-esterno.
La sistemazione, riguarderà l’inerbimento del terreno con il consolidamento della pavimentazione in asfalto esistente.
La costruzione dei prospetti è stata pensata come disposizione modulare della sezione aurea al fine di dare una sorta di regola architettonica in una situazione urbanistica priva di alcuna regola frutto di progetti nati negli anni ’70 come mero assemblaggio di esigenze del committente.
Lo studio dei colori dell’intonaco verte verso la creazione di un gioco volumetrico di vuoti e di pieni così come l’uso dei parapetti in vetro, al fine di spezzare l’impatto visivo delle murature sul paesaggio contermine.
Cantina ELEVA

L'ispirazione per la realizzazione del punto vendita adiacente all'annesso rustico trova le sue radici nella tradizione contadina.
L'ombra della vigna era il luogo ideale per bere un bicchiere in compagnia, espressione di una convivialità semplice e genuina.
La tradizione della "galzega", tutti insieme sotto la pergola festeggiando e bevendo un bicchiere di vino, viene qui recuperata e riproposta in una nuova veste, come spazio di aggregazione per conoscere e degustare il prodotto delle vigne, situate a pochi passi dal punto vendita.
La tradizione della "galzega", tutti insieme sotto la pergola festeggiando e bevendo un bicchiere di vino, viene qui recuperata e riproposta in una nuova veste, come spazio di aggregazione per conoscere e degustare il prodotto delle vigne, situate a pochi passi dal punto vendita.
  • si è fotografato un filare che potrebbe essere anche una pergola.
  • dallo stesso sono stati estrapolati graficamente il tronco ed i tralci delle vigne.
  • i quali sono stati trasformati tramite un processo di sintesi geometrico/grafica in elementi portanti.
  • dagli stessi scaturiscono i nuovi pilastri che sorreggono una ipotetica "pergola" sotto la quale viene ricavato il punto vendita racchiuso da un vetro trasparente.
I tronchi delle viti si trasformano in pilastri, la pergola con le foglie e l'ombra si trasforma in elemento orizzontale in legno a protezione dell'ambiente sottostante racchiuso da un elemento in vetro per eliminare il concetto di muratura intesa come divisione.
L'interno si fonde e dialoga con l'esterno quasi a voler essere parte della vigna stessa, niente muri, solo trasparenza.
Degustare non è più solo il gesto fine a sé stesso ma diventa rapporto tra uomo e natura, un rapporto diretto.
L'elemento in vetro, inteso quindi come negazione del volume architettonico, vuole dematerializzare il concetto di edificio stesso.
Il sasso facciavista utilizzato per tutte le murature circostanti, le trasforma, i volumi non sono più edifici ma diventano "marogne".

Cantina ELEVA II

L’intervento si può riassumere nella realizzazione di una cantina aziendale.
L'idea progettuale è frutto della sintesi tra l’opera dell’uomo e la natura; essa si pone in relazione con il territorio in cui sorge, in una zona, la Valpolicella, storicamente segnata dalla coltivazione della vite e dall’escavazione del marmo.
Si parte dalla preesistenza caratterizzata dall’vecchia cava di pietra locale, dove viene situata la bottaia, nucleo vitale della cantina, dove i vini vengono invecchiati e affinati, a fianco i locali logistici ed il ricovero attrezzi.
Dal punto di vista paesaggistico il posizionamento della cantina nell’area di sedime della ex cava rappresenta la localizzazione meno invasiva tra quelle possibili, anche grazie ad un approccio progettuale che si integra profondamente con il contesto naturale, in particolare il fonte dove sono posizionati gli ingressi riconduce architettonicamente alle cave in galleria presenti in tutto il territorio di San Giorgio, storicamente “bucato” da questa tipologia estrattiva.
Il fronte stesso rivestito a conci di marmo di diverse lavorazioni e potenze (altezze) rievoca la tessitura dei vecchi fronti di cava trasformando il muro dell’edificio in un nuovo “fronte”.
L’ambiente interno è reso particolare dalla presenza delle pareti in sasso esistenti che conferiscono allo stesso un’atmosfera singolare, oltre che fungere da termo-igro-regolatore naturale degli ambienti.
L’obbiettivo del progetto è quello di annullare il consumo del suolo, anzi di andare a favore di quest’ultimo, ricomponendo dal punto di vista ambientale la situazione attuale.
Dalle foto aeree realizzate con il drone, è visibile la vecchia zona di splateamento (desquerta) ora completamente priva di terreno vegetale, la quale sarà sistemata dal punto di vista ambientale con la messa a dimora di parte delle piante di olivo che giacciono nella proprietà.
Nuovo showroom BRC Marmi

Il progetto riguarda la realizzazione di un capannone prefabbricato con destinazione deposito magazzino di materiali lapidei.
L'idea progettuale è frutto di una scelta architettonica tale da armonizzare il nuovo edifico con i nuovi edifici sorti di recente nella zona.
Si parte dall’idea di rappresentare in facciata al capannone un blocco di marmo caratterizzato dalla forma volutamente non retta del suo profilo, ecco quindi che il blocco di marmo diventa vetrina dentro la quale saranno “messi in mostra” i materiali lapidei come lastre piuttosto che manufatti.
Una sorta di adattamento della modalità narrativa del “teatro nel teatro”, tecnica usata da moltissimi scrittori e registi come Shakespeare e Pirandello, ovvero un blocco di marmo diventa vetrina del marmo stesso, come volesse lui stesso narrarsi attraverso la vetrata agli spettatori che fruiranno del nuovo capannone.
Dal punto di vista paesaggistico il naturale orientamento del capannone con la facciata più piccola fronte strada lo rende meno invasivo, anche grazie ad un approccio progettuale che si integra con il contesto contermine.
L’ambiente interno è semplicemente racchiuso dai muri e dal soffitto.
L’obbiettivo del progetto è quello di limitare l’invasione prospettica fronte strada al minimo.
La viabilità interna è caratterizzata dai piazzali in asfalto, le quinte verdi già previste con i precedenti progetti su tutti i lati del lotto sarà mantenuta tale.

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